Terza rima: il percorso sensoriale della birra

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Acqua, malto, luppolo e lieviti: gli ingredienti sono semplici, eppure vi assicuro che il prodotto di cui vi parlo non ha nulla di banale, e anzi è estremamente sofisticato, frutto di un lavoro meticoloso e sapiente. Si chiama Terza rima, ed è la birra artigianale del Gruppo Togni, nata solo un paio di anni fa e già titolare di successi importanti, quali il riconoscimento “Gran Gold” alla birra “Dannata”, selezionata tra 550 birre artigianali provenienti da venti Paesi diversi, ricevuto al prestigioso Meininger International Craft Beer Award 2015.

Va subito detto che la birra è una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente databile al settimo millennio avanti Cristo. Dall’antico Egitto alla Mesopotamia fino ai Babilonesi, i Fenici, i Greci e gli Etruschi, laddove si coltivavano cerali si produceva birra; allora però aveva anche un significato religioso e rituale: era considerata un cibo, una medicina, nonché una bevanda propiziatoria da offrire alle divinità.

E il fascino misterioso e segreto di quel nettare “magico” rivive oggi nella birra Terza rima che, com’è ovvio, non ha nulla a che vedere con le birre industriali: purezza, equilibrio, livelli qualitativi elevatissimi sono le caratteristiche di questo prodotto totalmente naturale e non pastorizzato, che subisce una fermentazione in bottiglia capace di esaltarne le qualità organolettiche.

D’altronde, già il nome rimanda alla struttura metrica creata da Dante per la Divina Commedia, il capolavoro che – come la birra, in effetti – fa parte della nostra storia, di cui ha segnato una prodigiosa innovazione, esce dagli schemi ed è ricco di interpretazioni.

«Terza Rima è un progetto ambizioso, che vuole riscrivere il percorso sensoriale di questa antica bevanda» spiega l’AD Paolo Togni, «proprio come Dante seppe concepire la lingua italiana con la sua nuova metrica. Una bevanda tradizionale con una storia secolare, che ci permette di esaltare la professionalità e le competenze tutte italiane, investendo però nel segmento della “artigianale” che riteniamo possa esprimere alta qualità e grande valore aggiunto».

Una nuova sfida, dunque, per il Gruppo Togni – già attivo nell’area degli spumanti, dei vini e delle acque oligominerali – declinata in tre varianti, proprio come la metrica del Sommo poeta: la bionda “Virtuosa”, caratterizzata da intensi profumi di malto e cereali; la bionda doppio malto “Viziosa”, corposa e persistente; infine l’ambrata “Dannata”, dalla importante luppolatura, piacevolmente amara e caratterizzata da una sinuosa rotondità ed elegante persistenza.

A valorizzare le tre “Donne” di Terza Rima sono poi le etichette ispirate alla Divina Commedia, quasi a suggerire il fascino e la virtù di quella donna “tanto gentile e tanto onesta” che “li occhi no l’ardiscon di guardare”.

Ma alla base di questa bevanda sensuale, inebriante, morbida, vi è soprattutto la storia, il pensiero, la manualità e una sapiente ricerca, che hanno reso possibile un’esperienza sensoriale unica. Una birra che evolve all’assaggio fino a parlare al palato un linguaggio sontuosamente nuovo. E “mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”. Poiché non v’è dubbio che della rima dantesca, questa birra riscrive daccapo la bellezza, l’equilibrio, il mistero. In una parola: la perfezione. Proprio come le donne.

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