Musica Distesa, una comunità che condivide sogni

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In questo caso il confine tra arte e artigiano (etimologicamente chi esercita l’arte) è davvero sottile. Poiché i fratelli Corrado e Giuliano Dottori, vignaiolo il primo, musicista il secondo, hanno fatto dell’arte, della creazione e della ricerca artistica la loro ragione di vita. E in effetti sono stati i primi a ideare già nel 2007 questo connubio tra vini e musica con il Festival Musica Distesa, mettendo insieme due ambiti, quello agricolo e quello musicale, che fanno parte – assicurano i fratelli Dottori – di uno stesso mondo, purché non vi sia nulla di industriale.

Molto è stato detto di Corrado, della sua decisione di cambiare vita, di lasciare il proprio lavoro a Milano per riprendere l’attività di famiglia con l’azienda La distesa di Cupramontana, e divenendo di fatto uno dei produttori più originali di Verdicchio: non a caso, il sottotitolo del suo libro “Non è il vino dell’enologo” (DeriveApprodi, euro 13) – ormai un vero e proprio cult – è “Lessico di un vignaiolo che dissente”. Un dissenso che significa volersi riappropriare della terra, voler raccontare il territorio, al di là delle distorsioni chimiche e, ancor più, burocratiche. Sulle sue bottiglie di vino bianco, ad esempio, non c’è scritto «Verdicchio», perché come ha esplicitato nel suo blog, Corrado vuole uscire dalla «dittatura del vitigno»: «A me piace che i miei vini sappiano di Marche, di Cupramontana, di San Michele. Che abbiano in sé il dolore della terra e la luce del cielo». Che è poi quanto sostiene anche nel film «Resistenza naturale» in cui il regista Jonathan Nossiter dialoga con con quattro vignaioli (tra cui appunto Corrado Dottori) della dimensione artigianale del lavoro vitivinicolo e dei diktat del sistema industriale.

La stessa caparbietà e originalità sono presenti anche in Giuliano, già chitarrista della band Amor Fou e oggi anche cantautore e produttore discografico, nonché direttore artistico del Festival Musica Distesa, quest’anno al suo decennale.

Ed è esattamente di questo che vorrei parlare. Dell’atmosfera unica e del clima di condivisione di una rassegna che, come assicurano i fratelli Dottori, non è solo un festival, ma «una comunità che condivide sogni. Musica vera, vini naturali, cultura materiale, arte clandestina». Ogni anno il pubblico arriva da tutta Italia: si può soggiornare in tenda (rock’nroll alla vecchia maniera), nel b&b o in una serie di strutture convenzionate.

L’idea è che «artisti e fruitori stiano dalla stessa parte nella battaglia per la Bellezza. Che debbano collaborare al di fuori e oltre i consueti percorsi delle “lobby” culturali e delle “politiche” artistiche».

E in effetti, in un tempo in cui nascono festival ovunque, Musica Distesa mantiene la vocazione originaria, ovvero l’idea di fuga dalle città per costruire utopie concrete, arte e musica come catarsi collettiva. Tanti i cantanti, gli intellettuali, gli artisti transitati a Cupramontana in questi dieci anni: WuMing2, Don Pasta, Emidio Clementi, Giovanni Gaggia, Thony, Il Pan del diavolo, Wolf Bukowsky, Blue Willa, Andrea Martignoni, Gentlemen’s agreement, solo per fare alcuni nomi.

E per il decennale (che inizia venerdì 30 giugno e si chiude domenica 2 luglio) un programma d’eccezione, con undici concerti live, due DJ set, due mostre, uno spettacolo teatrale, proiezioni di video e presentazioni di libri.

Ospitato all’interno di una azienda vinicola biologica, il vino non può ovviamente che farla da padrone, tutto rigorosamente biologico o biodinamico. Le aziende La Distesa, Aurora e Antonio Failoni, socie del Consorzio di Vignaioli Bio TerroirMarche, proporranno i vini dei territori marchigiani, a cominciare dai Castelli di Jesi con il padrone di casa Verdicchio, per continuare con il Piceno, patria del Pecorino, oltre a una selezione di rossi a base di Montepulciano e Sangiovese.

Anche la birra è a chilometro zero – o a voler essere precisi a chilometro dodici – poiché arriva dal brewpub indipendente di Jesi Jack Rabbit.

La pizza è quella di Mezzometro, e poi cucina creola con La Rincrocca / Pikkanapa – Festival e Mostra Mercato del Peperoncino e della Canapa.

Tra le anime fondative del Festival ci sono anche i cuochi ribelli del Csa Sisma, che quest’anno inaugurano una griglia ribelle con le carni provenienti dagli allevatori dei Sibillini, che stanno resistendo come ultimo presidio delle comunità montane colpite dal terremoto.

Ma vediamo nello specifico i programma del festival.

Venerdì 30 giugno si parte con l’inaugurazione delle due mostre «Quadritos» di Brunella Tegas e «Terre_in_moto» di Michele Massetani.

A seguire lo spettacolo di Giuseppe Cederna «Di Passi e di Respiri», un viaggio sulle orme dei pellegrini e dei camminatori erranti del nostro mondo.

Alla musica ci pensano i due cantautori siciliani Fabrizio Cammarata e Antonio Dimartino con il loro disco dedicato a Chavela Vargas, la musica elettronica di Populous e poi il funk di Bruno Belissimo.

Sabato 1 luglio si inizia alle 14 con il vicedirettore di Internazionale Alberto Notarbartolo per la presentazione del libro «Vini e Vinili. 45 giri di bianco» (Arcana edizioni).

A seguire i cortometraggi di Simone Rovellini «Abcd e altre storie», e poi la musica con l’attesissima reunion degli Amor Fou, e ancora Verano, Giorgio Ciccarelli, David Ragghianti e Makai.

Domenica 2 luglio si inizia prima, con il pranzo a cura de La Rincrocca e il Wine Lab «Irrisolti – Imprevedibili – Indomiti» entrambi solo su prenotazione. Poi una conversazione tra Michele Massetani e la Photo editor di Internazionale Giovanna D’Ascenzi sulla mostra fotografica «Terre_in_moto».

I concerti sono affidati a Old Fashioned Lover Boy, Vincent Butter e Andrea Nabel, per concludere con il Live cooking «PunKitchen» con Gessica Furì Mastri, Lara Mancini e Don Pasta.

(Info: www.musicadistesa.org)

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